Buenos Aires – "Le regioni italiane
ed il Ministero del Lavoro, prima di chiamare gli extracomunitari
per lavorare in Italia, dovrebbero offrire lavoro ai
connazionali all'estero che hanno la stessa cultura e
religione": questo l'appello lanciato da Francesco
Saverio Matozza, presidente dell'associazione "Ex alunni
del collegio di Champagnat" e impegnato in una lotta a favore delle
facilitazioni del rientro degli italoargentini in Italia e in
Europa.
Le sue lettere di protesta e le sue richieste riguarderebbero
600.000 persone con passaporto italiano residenti
attualmente in Argentina, paese in cui la presenza italiana é stata
determinante nel corso della storia. "Gli italo-argentini"
sostiene Matozza "hanno la stessa cultura, razza e religione
degli italiani nati nella penisola. Inoltre, hanno le stesse
malattie tipiche dell'Italia, come l'anemia mediterranea". E'
per questo che, per loro, Matozza reclama gli stessi diritti
di cui godono gli italiani residenti nella penisola:
studiare, lavorare e risiedere liberamente in ciascuno stato
dell'Unione Europea, la quale dovrebbe garantire loro, inoltre, la
stessa copertura sociale degli europei.
Si tratta, per il medico italo-argentino, di un "capitale
umano per l'Italia e per l'Unione Europea": numerosi liberi
professionisti, con alte specializzazioni e con un patrimonio
linguistico più ricco dovrebbero essere maggiomrnte favoriti nella
loro decisione di tornare nel Pese d'origine. Un suggerimento,
perciò, al governo italiano in proposito: fungere da tramite
tra Regioni e Ministero degli Esteri, per offrire corsi di
formazione per questi cittadini italiani, oppure favorirli
attraverso borse di studio e attraverso l'inserimento in aziende.
Ma, per realizzare questo progetto, il passo fondamentale, ricorda
Matozza, sarebbe ottenere il permesso di soggiorno.
Matozza elogia le iniziative della Regione Veneto, della
Provincia Autonoma di Trento: "Le altre regioni dovrebbero
imitare questi esempi". Tornando alla crisi argentina, Matozza
riferisce che la Spagna si sta rivelando come "La Mecca per gli
italoargentini, per lingua, cultura e possibilità di lavoro".
Ma gli italoargentini dovrebbero poter essere liberi si
scegliere anche l'Italia, e di godere a pieno titolo di
diritti come italiani e come europei: votare nelle elezioni europee,
entrare nel corpo diplomatico italiano, avere il titolo di studio
riconosciuto, essere assunti nelle squadre di calcio senza essere
extracomunitari.